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23-02-2010 20:22
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Cari tutti, segnalo alla Rete l’incontro internazionale “che cos’è salute mentale” che si terrà a Trieste dal 9 al 13 febbraio. Si tratta di un'occasione di grande importanza per riflettere, con persone provienienti da varie parti del mondo, sulle tematiche della cittadinanza, della inclusione-esclusione sociale che caratterizzano il lavoro della Rete, Segnalo in particolare il workshop “inclusione sociale e/o maggioranza deviante” Come garantire inclusione sociale, cura e diritti dei soggetti vulnerabili? del 10 febbraio, dalle 14 alle 19 Vi riporto di seguito una breve descrizione del workshop.
il tema oggetto del WS ha suscitato l’interesse di persone che, a vario titolo, lavorano o sono in contatto con fasce differenti di esclusione sociale ( bambini, anziani, “matti”, poveri, senza fissa dimora, immigrati, prostitute, malati ecc), a rischio di salute e/o di salute mentale, prevalentemente in carico ad associazioni assistenziali presiedute spesso da “preti” coraggiosi che tentano di riempire il vuoto lasciato dalle istituzioni pubbliche e dalla politica, senza particolare distinzione di parte. Gruppi spesso isolati, in posizione difensiva e dunque a rischio di autorefenzialità. Istituzioni pubbliche silenti, inermi. Esiste la questione dei diritti: a volte misconosciuti, spesso violati; ma, là dove i diritti siano riconosciuti e normati, seppur richiedono una vigilanza estenuante e continua per la loro mutevole definizione sulla base delle “onde” culturali della politica, esiste macroscopicamente la questione della loro esigibilità, ovvero delle pratiche reali di inclusione sociale. Poiché la definizione di diritto non comporta come automatismo inclusione sociale. Perche’?? Le istituzioni totali o lo forme più subdole di istituzionalizzazione convivono con diritti sanciti e leggi le più avanzate. Parole d’ordine come “il lavoro territoriale” spesso nascondono pratiche di stampo manicomiale o riproposizione di modelli ospedalieri. Come colmare questo iato, questa distanza tra parole, definizioni o norme da un lato e pratiche dall’altro?? Come rompere l’autoreferenzialità dei gruppi? Come pretendere che le istituzioni pubbliche assumano in pieno la responsabilità di azioni positive in queste aree?? Come produrre legami, coesione sociale a partire da questa maggioranza di “esclusi”? Come sviluppare sicurezza senza alzare steccati e alimentare un clima di terrore ?? Il WS navigando fra queste ed altre domande si propone di evidenziare percorsi di inclusione alternativi che abbiano prodotto legami sociali, relazioni. Invita ad una lettura del positivo. Vuole , per la prima volta, connettere un mondo di diversi, oggi distinto e separato. Vuole farsi parte attiva nella rete e diventare esso stesso con i suoi partecipanti rete.
Sono previsti, tra gli altri i liberi interventi di: Gianfranco Schiavone, Pia Covre, Don Virginio Colmegna, Adriano Sincovich, Don Andrea Gallo, Maria Grazia Giannichedda, Lucilla Frattura, Marino Vocci, Associazione San Martino al Campo, Dario Parisini, Don Di Piazza, Ernesto Venturini, Nerio Comisso, Stefano Trasatti, Ornella Favero, Vladimir Jovic, Richard Aldersdale, Guillermo Barragan, Van Voren, Rosemeire A.Silva, Ornella Urpis, Maria Vanto, Carlotta Baldi, Anna Poma, Melania Salina
Ben consapevole che non sarà possibile per tutti partecipare a tutte le giornate di lavoro dell'incontro, mi permetto tuttavia di evidenziarne l'importanza complessiva (e della giornata del 10 in particolare), quale laboratorio di riflessione per il lavoro della Rete diritti (alla quale intendevo fare esplicito riferimento nel mio breve intervento). Tenete conto che uno degli obiettivi della Conferenza è proprio la costituzione di una rete internazionale che indvividui dei punti sui cui tenersi in contatto e costruire percorsi comuni.
Chi può quindi.... accorra....
Tutte le info sull'evento le trovate sul sito:www.trieste2010.net
Un caro saluto
Gianfranco
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