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23-02-2010 20:28
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Appunti e sensazioni sulla fine della marcia mondiale,scritte da chi vi ha partecipato.
serena:"Dopo Natale siamo partiti, finalmente verso il Sud America. Ne avevamo parlato tanto e troppi gli impegni frenetici non ci avevano permesso di prepararci bene a questo viaggio, per quanto riguarda i luoghi, ma ne sapevamo abbastanza per quel che riguarda le motivazioni. Il 2 di gennaio sulle Ande, alle pendici dell'Aconcagua, terminava la prima marcia mondiale per la pace e la non violenza, partita tre mesi prima dalla Nuova Zelanda, e dopo aver girato il mondo (nel vero senso della parola) si fermava in un luogo caro ai partecipanti, perchè da lì era stato ascoltato il primo discorso per la costruzione della pace nei cuori e nel mondo, nel lontano 1968. Il viaggio dall’Italia al Sud America è stato una vera tortura, un incubo durato ben 15 ore ma per cui è di certo valsa la pena. deborah:"Non c’è che dire Santiago è bellissima. Una città che ti ruba il cuore..e se non stai attento anche il portafogli ehehehhe, averla vista in estate è stata una fortuna, così ho potuto godere la bellezza dei suoi parchi, la pace e l’armonia dello stendermi sul prato sotto l’ombra di un albero mentre il mondo continuava a girare con tale frenesia. Perché a Santiago non si fermano mai, è tutto vita . Nel percorrerla in bus ho notato subito quanta città sia nascosta all’ombra dei grattacieli, persone che vivono tranquille ma per lo più in miseria, piccole casette, tutte da sistemare ma così colorate e calde, accoglienti insomma, come la popolazione cilena, ben disposta e ospitale. Al nostro arrivo ci attendeva una già numerosa lista di appuntamenti , la marcia in Cile è stata accolta con un entusiasmo che non può essere raccontato ma andrebbe vissuto, la gente che si è raccolta al concerto per la Marcia del 30 dicembre al parco O'Higgins mi ha lasciata senza parole- 80.000 persone, una vera fiumana ha riempito l’intero giardino e piazzale, tantissimi giovani che cantavano in coro per la libertà e la pace,da togliere il fiato. Il palco allestito era da fare invidia, veramente professionale, si sono esibiti un sacco di gruppi tra noti e meno noti tutti attesissimi e applauditi, i video della Marcia si susseguivano proiettati sui mega schermi tra un intervallo e l’altro.Ma di gran nota è stata anche la mini marcia che ha attraversato la città finendo a Villa Grimaldi con cerimonie e altre commemorazioni, in quel luogo tristemente noto. Dopo il Capodanno, che a Santiago festeggiano in modo così colorato e gaio da ricordar di più il nostro carnevale, siamo partiti verso l'Argentina, direzione Punta de Vacas. Il paesaggio è cambiato bruscamente, dalla città caotica e popolata alle Ande, silenziose e pacifiche , per km nessuno tranne noi e chi come noi raggiungeva la meta del Parco di meditazione e riflessione dove si sarebbe aspettato l'arrivo dei marciatori. La gente ci guardava stupita, molti ci attendevano già ,altri facevano un sacco di domande sempre più incuriositi. In città era forte il sentimento di unione ma li a Punta de Vacas, la sensazione era tangibile. Gente da ogni dove, arrivati dagli angoli più remoti del pianeta o magari solo dal paese più vicino, e tutti amici, uniti da un ideale così forte da spezzare ogni incertezza. Mi sono ritrovata a chiacchierare con persone che nemmeno parlano la mia lingua , in uno spagnolo scolastico di certo scorretto, ma con una tranquillità e confidenza da sollevare il cuore. Un posto magico, dove l’utopia della pace non è più tale , dove senti che un mondo migliore senza violenza si può fare perché non siamo in pochi, perché lo vogliamo tutti..e cavoli, eravamo davvero tantissimi J antonella e marzio: "...Abbiamo deciso di andare fino in Cile e Argentina perchè un'amica, un'anima vicina, ce lo ha chiesto. Tutto qui. Oltre ad una certa curiosità, spinti dalla domanda "Ma chi saranno mai questi del Movimento Umanista??"Ne abbiamo incontrati proprio tanti a Santiago e a Punta de Vacas, li abbiamo affiancati, pedinati, osservati ed ascoltati.Gente interessante: abbiamo sentito la vicinanza che nasce da un sogno condiviso, da un'utopia creduta, da un linguaggio comune. Ci siamo ricaricati, respirando a fondo nell'energia della condivisione! Quante persone!!!Quante lingue. E il sole scaldava nel Parco, ci siamo anche abbronzati, che nel mezzo del freddo inverno del Nord Europa non fa mai male. Abbiamo anche un po' "provocato", alcuni amici più pazienti si sono sentiti chiedere "Ma perchè non vi si sente, non vi si vede "nel settore"?" È stato interessante ascoltare le risposte, per poi credere assieme che una strada, più strade, in comune si possa, anzi si debba trovare, perchè il dialogo per costruire la pace è di tutti i colori! Grazie Umanisti, grazie Serena, Deborah, Dino, Camillo, Laura, Rita, Nadia e ...arrivederci!"
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